Corso Interattivo di Animal Communication

Animal Communication (o Comunicazione Telepatica Interspecifica) è una tecnica utilizzata su larga scala già da qualche decennio nei Paesi di lingua anglosassone. Fu introdotta negli Stati Uniti negli anni ’70 da Penelope Smith, consulente spirituale, fondatrice della Comunicazione Telepatica Interspecifica e autrice di diversi libri che sono stati tradotti in varie lingue.

Questa tecnica di comunicazione consente il trasferimento diretto di pensieri, immagini, sensazioni ed emozioni. Non si basa su ipotesi derivate dall’osservazione del comportamento o del linguaggio del corpo, molti dei professionisti che la utilizzano lavorano a distanza, raramente viene loro fornita una fotografia dell’animale e spesso devono accontentarsi di una semplice descrizione.

Gli animali sono maestri nella comunicazione telepatica. Essi comunicano tra loro in questo modo e sono in grado di percepire intuitivamente le persone e l’ambiente circostante. Al contrario, nelle persone, questa abilità è stata repressa o soppressa dalla cultura moderna. La usiamo ancora, per esempio, per valutare una persona che non conosciamo o una nuova situazione, però solitamente lo facciamo in modo inconsapevole e incontrollato.

La capacità di comunicare telepaticamente non è una dote esclusiva di poche persone. Tutti noi abbiamo gli “strumenti” per poter far uso di questa tecnica e possiamo imparare ad utilizzarli. Chi ama gli animali, a livello inconscio, sta già utilizzando questa abilità e con lo studio e la pratica può imparare ad usarla in modo consapevole ed efficace.

L’idea di poter comunicare telepaticamente con gli animali mette in discussione convinzioni molto radicate in tutti noi, come la credenza che le altre specie siano intellettualmente inferiori a quella umana e non abbiano un lato emotivo o spirituale come abbiamo noi. Praticando la comunicazione telepatica è facile rendersi conto che queste convinzioni sono false e sono la causa principale degli squilibri ecologici e delle crisi che stiamo affrontando nella nostra era.

Spesso utilizziamo le nostre facoltà telepatiche/intuitive nella vita di tutti giorni pur non essendone consapevoli, ecco alcuni esempi:

· Sapere come qualcun altro si sente emotivamente o fisicamente, anche a distanza.
· Realizzare che qualcun altro è arrabbiato o triste anche in assenza di segnali esterni che facciano presumere questo stato d’animo.
· Sapere chi è al telefono prima di rispondere.
· Rendersi conto che qualcuno ci sta mentendo o manipolando.
· Pensare a qualcuno e poi ricevere una visita, una cartolina o una chiamata da quella persona.
· Sapere che cosa qualcun altro pensa di noi, anche in assenza di manifestazioni esterne.
· Sentire improvvisamente un’inspiegabile avversione per qualcuno o qualcosa (questo è un segnale intuitivo che ci avverte di stare all’erta).

Ogni volta che diciamo “ho il presentimento che…..”, stiamo ricevendo un’impressione dal nostro sistema intuitivo, stiamo facendo delle ipotesi basate su pochissimi dati concreti e fidandoci dell’intuito.

Animal Communication può essere d’aiuto per risolvere molti problemi comuni agli animali domestici di tutti i tipi e sicuramente migliora il rapporto animale-persona, rendendolo più profondo. Può risultare particolarmente indicata per:

· Risolvere problemi di comportamento – paura, aggressività, ansia da separazione, comportamenti indesiderati.
· Favorire l’addestramento.
· Ricevere informazioni utili nella fase di adozione o nell’inserimento dell’animale all’interno di un gruppo.
· Avere notizie sul passato di un animale ritrovato o sequestrato.
· Risolvere problemi di qualità della vita, capire cosa l’animale desidera veramente.
· Migliorare le relazioni.
· Ritrovare animali smarriti.
· Sostenere gli animali durante la malattia e il trapasso.
· Tenere lontani insetti e animali nocivi.

Animal Communication può essere utile anche per comunicare con gli animali selvatici, con le piante e con altri aspetti della natura.

L’Animal Communicator è una figura sempre più richiesta nella nostra società, data la crescente sensibilità di molte persone verso gli animali e verso i loro problemi. Se vuoi imparare anche tu a comunicare telepaticamente con gli animali è disponibile un corso on line interattivo che si avvale di un metodo valido e ampiamente sperimentato. Grazie a questa tecnica, potrai imparare a comprendere meglio i tuoi amici a quattro zampe e aiutare altre persone a relazionarsi in modo appropriato e costruttivo coi propri animali.

Il corso di Animal Communication si svolge interamente via email e comprende:

– Un manuale
– Dieci sessioni di pratica interattive coi miei animali
– Supporto continuativo
– Certificato attestante le capacita acquisite

Corso di Animal Communication € 75,00




Dieci sessioni di pratica aggiuntive € 65,00

acquistabili da chi ha già completato il corso base di Animal Communication




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Aneddoti che testimoniano l’efficacia di Animal Communication

Di seguito riporto dei casi in cui Animal Communication è risultata utile per gli animali e per chi si prende cura di loro.

Nina

Luisella la “mamma” di Nina, mi chiese di mettermi in contatto con lei per cercare di comprendere che cosa la rendesse inquieta, dato che, dopo l’arrivo di due cagnoline meticcie che Nina stessa aveva invitato a casa, sembrava agitata.

Nina disse di gradire la compagnia degli altri cani, disse di essere amica con tutti e particolarmente legata a Ben che viveva con lei già da qualche tempo, però si sentiva un po’ frustrata perché doveva dividere le attenzioni con le nuove arrivate, disse che in fondo essendo lei la femmina alpha del branco credeva di meritarsi più attenzioni…. Ebbi l’impressione che si trattasse solo di un po’ di gelosia e che nella dinamica del branco si stessero ridefinendo le gerarchie, rendendola nervosa e instabile. Consigliai a Luisella di riservarle qualche attenzione extra per un po’, anche in presenza delle altre femmine, almeno fino a che non si fosse consolidato un determinato ordine gerarchico all’interno del gruppo e di rafforzare la sua posizione di femmina alpha, se lei lo avesse ritenuto opportuno, in quanto ritenevo che Nina sarebbe stata un’ottima candidata per quel ruolo, data la sua età, la sua dolcezza e la sua determinazione. Le chiesi inoltre se avesse qualcosa di personale da dire a Luisella, Nina rispose: ti voglio bene, grazie per avermi adottata e per essermi sempre stata vicina!
Successivamente Luisella mi disse di aver modificato il suo atteggiamento nei confronti di Nina e le pareva che la situazione si stesse stabilizzando. Nina sembrava più rilassata e interagiva più serenamente con tutti (umani e cani). Mi chiese inoltre aiutarla per una sua permanente difficoltà, la paura ad attraversare le porte, al punto di rinunciare a volte.

Mi rimisi in contatto con Nina per capire come mai avesse tanta paura di attraversare le porte. Mi disse che in generale non le piacciono le strettoie e non si fida delle porte perché non è mai certa di quello che troverà dall’altra parte. Inoltre mi fece sapere che in passato entrando in un locale, era stata cacciata via in malo modo.  Consigliai a Luisella una tecnica per farle acquisire fiducia nell’attraversare le porte ma Luisella mi scrisse dopo qualche giorno che, con grande meraviglia di tutti, Nina aveva iniziato ad attraversare le porte con inedita disinvoltura e senza che lei facesse assolutamente nulla. Era sempre cauta ma decisamente meno timorosa.

Tess

La “mamma” di Tess mi contattò disperata perché Tess era uscita dal giardino il giorno prima e non era più tornata a casa, mi chiese di mettermi in contatto con lei per chiederle dove fosse, in modo da poterla cercare. Tess mi mostrò i sentieri di un parco che si sviluppava in salita, sembrava essere molto in ombra e con alberi molto alti dai tronchi sottili.

La mamma di Tess disse che la zona era piena di parchi e le sarebbe stato difficile individuare quello giusto in assenza di altre informazioni. Mi ricollegai con Tess e le chiesi se poteva mostrarmi qualche altro dettaglio utile al suo ritrovamento. Tess mi mostrò delle frecce blu e mi disse di seguire quelle frecce.

Il giorno dopo la mamma di Tess mi ricontattò felice, Tess era stata ritrovata la sera prima. Era in un parco situato su un collina, con sentieri in cui il sole batte poco a causa della fitta boscaglia. L’accesso al parco era segnalato con delle frecce blu in un campo adiacente.

Sara era una gatta molto nervosa, mi fu chiesto di mettermi in contatto con lei per capire cosa la turbava.

Sara mi disse che aveva un ottimo rapporto con la sua “mamma”, che le voleva molto bene ma che la casa in cui vivevano le creava nervosismo. In particolare il divano del soggiorno aveva qualcosa che la inquietava molto. La mamma di Sara aveva già in programma un trasloco e di lì a poco cambiarono casa. Da quel momento l’agitazione di Sara svanì, ella trascorse il resto dei suoi giorni felice con la sua mamma.

Tommy

Tommy era un bel gattone ma aveva perso peso in seguito a una dieta inadeguata. Mi fu chiesto di mettermi in contatto con lui per sapere come stava e di fargli una serie di trattamenti Reiki a distanza.

Tommy mi disse che stava male, che non riusciva ad ingerire il cibo e che fisicamente si sentiva debole. Gli chiesi se avrebbe preferito che gli fosse trovata un’altra casa in cui vivere. Rispose che in quel momento non si sentiva di affrontare un cambiamento date le condizioni in cui era.

Successivamente Tommy peggiorò e mi fu chiesto di rimettermi in contatto con lui perché  era come in uno stato di coma, faceva terapia con alimentazione forzata ma non reagiva, il suo sguardo era spento.

Chiesi a Tommy di reagire, di lasciarsi curare e di collaborare col veterinario, promettendogli che le volontarie che seguivano il suo caso gli avrebbero trovato una nuova casa. Lui rispose che avrebbe collaborato e dopo la comunicazione ebbe uno sprazzo di vitalità, cominciò a reagire e si riprese nell’arco di una settimana. Ora vive in una nuova casa ed è felice.

Pepe

Franca, la mamma di Pepe, mi fece contattare da una sua amica poco tempo dopo il suo trapasso per avere sue notizie.

Chiedigli se aveva male

Pepe mi disse che aveva male al piedino anteriore destro ma anche alla testa, soprattutto al naso e alle orecchie.

Se il trapasso è stato dolce con il mio aiuto (l’amica di Franca aveva aiutato Pepe a lasciare il corpo con un trattamento Reiki)
Sì, si è sentito come una nuvola fluttuare e non si è accorto di niente.

Dov’ è
Mi disse di essere in una dimensione senza tempo, in un mondo ovattato senza particolari stimoli o problemi, stava bene.

Cosa fa e con chi è
Era solo, non faceva nulla di particolare, lo vedevo “galleggiare” in un ambiente dalla consistenza molto densa, sembrava circondato da nebbiolina ma il modo in cui galleggiava e l’ambiente in cui si trovava mi fecero pensare ad un utero.

Chiedigli se il suo spirito è ancora in casa e, se sì, in che parte della casa

Disse di non essere più nella casa di Franca, ci rimase per un po’ ma poi si sentì risucchiare via, quando c’era stava su un tappetino dai motivi colorati davanti alla porta di casa.

In effetti Franca aveva un tappetino colorato davanti alla porta di casa e Pepe, quand’era in vita, a volte ci dormiva sopra.

Sente Franca che gli parla?
No perché non è più in quella casa.

Ha qualcosa da dire a Franca?

Grazie mamma, ti voglio bene, sono stato bene con te e spero prima o poi di ritrovarti.

Kikki

Kikki era comparsa una mattina in un cortile, era molto magra, mi fu chiesto di mettermi in contatto con lei per sapere da dove veniva.

Kikki mi disse di sentirsi molto confusa e spaesata, si era persa e la sua famiglia le mancava, che era in giro già da un po’ e che avrebbe voluto tornare a casa. Mi mostrò la casa in cui viveva, una casa bianca disposta su due piani, con ingresso indipendente e un piccolo giardino, infissi in legno chiaro.

Nel cortile dove era stata trovata non stava male, nessun gatto la infastidiva, però era triste perché voleva tornare a casa sua.

Mi fu chiesto di dire a Kikki di starsene buona nel cortile, che chi si occupava di lei avrebbe cercato di aiutarla. Mi rispose che non si trovava male nel cortile e non aveva intenzione di allontanarsi. Le chiesi se voleva che le fosse trovata una famiglia adottiva, se non fosse stato possibile ritrovare la sua casa. Mi rispose di sì, avrebbe preferito il comfort di una casa piuttosto che la vita all’aperto.

Kikki rimase buona nel cortile fino a che le fu trovata una nuova adozione, è stata rinominata Kitti e vive con Anna e con altri due gatti, è ingrassata ed è felicissima.

Nuvolino

Nuvolino viveva in famiglia già da qualche mese quando mi fu chiesto di mettermi in contatto con lui dalla volontaria che aveva seguito la sua adozione.

Appena mi collegai con lui ebbi la sensazione che fosse morto, glielo chiesi e purtroppo me lo confermò. Gli chiesi di descrivermi cosa fosse successo, mi mostrò il giardino ed ebbi la sensazione di qualcosa che lo aveva colpito cadendo dall’alto alla base del cranio. Gli chiesi se fosse successo vicino a casa e mi rispose di sì, mi disse anche che era successo una ventina di giorni prima. Ora Nuvolino era in pace, nella luce in compagnia di altri gatti che aveva incontrato in precedenti vite. Aveva vissuto serenamente e non aveva rimpianti.

La volontaria mi confermò in seguito che Nuvolino purtroppo era morto qualche settimana prima cadendo nel giardino dal 7° piano.

Pluto

Paola, la mamma di Pluto mi chiese di mettermi in contatto con lui a distanza di qualche tempo dalla sua morte.

Gli chiesi dov’era e come stava, con chi era e se si fosse reincarnato

Pluto si mostrò molto contento del contatto, lo sentii sorpreso e gioioso, mi disse che non si era reincarnato, stava bene dov’era, aveva trovato la sua dimensione. Lo vidi in un mondo pieno di animali, sembrava un grande giardino con alberi, cielo e nuvole, stava bene e si divertiva. Mi mostrò gli animali con cui passava più volentieri il suo tempo e mi disse di avere tanti amici.

Gli chiesi se aveva qualcosa da dire alla sua mamma

Disse che avrebbe voluto tanto salutarla, saltarle su e darle i bacini sul naso, gli era molto mancata e avrebbe tanto desiderato un contatto fisico con lei, coccolarla e farsi coccolare, ma ora non poteva…

Gli chiesi se sarebbe tornato da lei

Non lo sapeva, non era ancora pronto per reincarnarsi, se l’avesse fatto gli sarebbe tanto piaciuto tornare da lei.

La mamma di Pluto fu molto contenta delle notizie e rimase commossa, disse che spesso si scambiavano bacini sul naso quando Pluto era in vita.

I racconti che seguono sono comunicazioni che ho fatto con gli animali di cui si occupa Gabriella, una volontaria con cui collaboro che, oltre a prendersi cura dei propri cani e gatti, aiuta i gatti randagi della sua zona.

Carlotta

Carlotta è stata la prima gattina di Gabriella. Gabriella mi chiese di contattarla dopo qualche anno dalla sua scomparsa. Carlotta era affetta da FIP

Chiedile come sta, dove e con chi é, se si e reincarnata e se è  felice

Carlotta mi disse che stava bene, che era nel mondo dello spirito, si era rincarnata in un gatto maschio che viveva in una cascina con tante persone e tanti bambini ma che era vissuto poco.

Dille che non l’ho mai dimenticata e chiedile perdono per il disagio in casa. Dille che le ho voluto bene, se si ricorda di qualche fatto particolare, se ha qualcosa da dirmi

Carlotta mi mostrò delle scene di quando viveva a casa di Gabriella, in particolare mi disse che le piaceva osservare gli uccellini fuori dalla finestra, che era molto legata a Gabriella e che era stata bene con lei.

Gabriella mi confermò in seguito che Carlotta era solita guardare gli uccellini fuori dalla finestra.

Chiedile se soffriva

Disse che non soffriva molto

Chiedile perdono per l’eutanasia

Disse che l’aveva perdonata, che era il suo destino

Giada

Anche Giada era morta già da qualche anno quando Gabriella mi chiese di contattarla.

Chiedile che brutto trauma ha subito prima di venire da me.

Giada mi mostrò un edificio che faceva pensare ad un ospedale, lei era all’esterno, la vidi soffiare verso un animale più grosso, poteva essere un cane di colore scuro, non riuscii a distinguerne i lineamenti. Non volle mostrarmi altro, forse era stata aggredita o aveva subito un grosso spavento.

Gabriella mi raccontò in seguito che quando Giada era piccina fu salvata da un ragazzo che si trovava sulle panchine di un giardinetto di fianco all’ospedale. C’era un signore che le aizzava contro un grosso cane. Il cane attaccò Giada aprendole l’addome. Il ragazzo strappò la gattina dalle fauci del cane e la portò dal veterinario. Giada fu salvata per miracolo e dovette fare un mese di terapia.

Chiedile cosa aveva quando stava male

Mi disse di aver sofferto molto, beveva molto, la malattia interessava tutto il suo organismo ma provai un forte disagio nel sottocute, il suo corpo era intossicato e disidratato.

Giada era affetta da FIP, inoltre aveva delle crisi epilettiche molto gravi.

Se si ricorda di me, se vuole dirmi qualche cosa ecc.

Sì, mi ricordo bene di Gabriella, è stata la mia prima vera mamma.

Dille di stare tranquilla, che tutto prima o poi si sistemerà. La osservo e la veglio dall’alto, la penso e sono sempre con lei.

Dille che le ho voluto un mondo di bene e le chiedo perdono per l’eutanasia.

Giada rispose di non averla mai colpevolizzata anzi, le era grata perché la sofferenza le toglieva la voglia di vivere.

Dille che mi manca tanto, chiedile dove é, cosa fa e se si è reincarnata.

Giada disse di non essersi ancora reincarnata, forse lo avrebbe fatto un giorno ma per il momento preferiva rimanere nel mondo dello spirito, il trauma e la malattia che aveva dovuto affrontare l’avevano spaventata e non aveva desiderio per il momento di ritornare nel mondo fisico.

Chiedile se dopo morta é venuta da me, fatti spiegare come

Giada mi disse di essere andata a trovare Gabriella quando lei era nel dormiveglia, vidi Giada galleggiare a mezz’aria, come se fosse stata all’interno di una nuvola molto soffice, che si librava sopra il volto di Gabriella.

Gabriella disse che Giada era solita dormire sul suo cuscino. Una notte, poco dopo la sua morte, mentre era a letto ancora sveglia, Gabriella sentì delle zampette muoversi sul cuscino ed ebbe la sensazione di qualcuno che si stendeva sulla sua testa.

Roki

Roki visse con Gabriella per qualche settimana mentre i suoi proprietari erano in vacanza. Era morto già da qualche tempo quando mi fu chiesto di mettermi in contatto con lui.

Quando contattai Roki sentii una forte connessione con lui. Mi disse di essersi reincarnato in Sheba, una delle gattine di Gabriella. Gli chiesi di descrivermi le circostanze della sua morte e mi mostrò una scena in cui gli cadeva addosso un oggetto pesante, sembrava un incudine. Vidi anche un uomo anziano in bicicletta che gli passava accanto.

Gli chiesi anche se avesse qualcosa da dire a Gabriella e rispose che si congratulava con lei per come si prende cura dei gatti, loro le vogliono molto bene per questo.

Gabriella non era al corrente dei dettagli sulla morte di Roki, sapeva solo che era morto in circostanze tragiche mentre a casa sua c’erano dei lavori in corso.

Mirko

Mirko aveva avuto un’emorragia alla milza ed aveva appena subito un intervento chirurgico. Gabriella mi chiese di contattarlo perché dopo l’intervento non mangiava ed era preoccupata.

All’inizio Mirko non voleva comunicare con me ma quando gli dissi che dovevo parlargli da parte di Gabriella acconsentì.

Chiesi a Mirko se stava male ma non percepii nulla di serio, solo un po’ di tensione allo stomaco.

Disse che voleva stare vicino a Gabriella perché gli dava conforto, che le voleva molto bene e che sarebbero stati ancora tanto tempo insieme.

Gli chiesi di sforzarsi di mangiare un po’ di più e se c’era qualcosa di particolare che avrebbe gradito, vidi dei pezzettini di prosciutto cotto a cubetti.

Mirko però continuò a non stare bene e qualche settimana dopo Gabriella mi chiese di rimettermi in contatto con lui. Lo sentii molto apatico, come se non avesse più voglia di lottare, provai anche bruciore alla gola e tensione esofagea, senso di irritazione e fastidio a livello della pelle. I muscoli della mia gamba destra per tutta la durata della comunicazione si contraevano in modo involontario.

Gabriella poi mi riferì che in effetti Mirko aveva male alla zampa posteriore destra.

Qualche giorno dopo, su consiglio del veterinario, Gabriella decise di farlo addormentare, mi chiese poi di ricontattarlo per sentire se era passato in pace.

Chiedigli cosa pensava prima della puntura

Che era giunta l’ora di andare, non era spaventato, più che altro stanco e rassegnato.

Se era contento di stare abbracciato a me

Disse che era stato per lui di grande conforto.

Se è stato dolce il trapasso e come si è sentito dopo

Disse di non essersi accorto di nulla, poi ha provato stupore ma allo stesso tempo si sentiva spaesato.

Se aveva paura e cosa ha provato

Paura no, disse che era sempre stato un tipo coraggioso, aveva provato soprattutto curiosità e stupore.

Dov’è e come sta? Ha incontrato altri animali?

Mi mostrò un posto dove c’erano altre anime animali, i contorni non erano ben definiti, sembrava tutto soffice e soffuso, si vedevano delle forme rotondeggianti sotto una specie di cupola chiara molto soffice. Non aveva incontrato altri animali che già conosceva, ma mi mostrò un grosso gatto grigio molto soffice con gli occhi arancioni.

Cosa fa? Si sente solo?

Non si sentiva solo, si stava guardando intorno, stava cercando di comprendere il nuovo paesaggio e di capire cosa poter fare in quel posto.

Non sento la sua presenza, vorrei sapere se è ancora in casa
Disse di non essere più in casa, né su questo piano fisico, non desiderava tornare indietro per ora, era molto interessato a capire dove si trovava e con chi.

Digli che mi manca tanto e che gli voglio tanto bene
Anche lui disse di volere tanto bene a Gabriella, disse di esserle molto affezionato e molto grato per avergli fatto da mamma. Disse di non preoccuparsi per lui, che stava bene.

Verrà da me in sogno o per comunicare con me?

Disse che presto la sarebbe andata a trovare.

Digli che penso tanto a lui e non dimenticherò mai i suoi occhi, chiedigli di perdonarmi per l’eutanasia ma che sarebbe sempre stato male e non volevo vederlo soffrire ancora
Mirko mi disse di ringraziare per quello che aveva fatto, era stanco e non aveva più voglia di lottare.

Matisse

Matisse è uno dei gatti che vive con Gabriella. Mi misi in contatto con lui per sapere come stava e come si trovava con lei.

Chiedigli se sta bene con me

Rispose: è la mia mamma adottiva, mi ha raccolto quando era piccino, mi ha dato tutto quello di cui aveva bisogno, sto molto bene con lei!

Può smetterla di fare la peste così evita di essere sgridato?

Ho un carattere un po’ birichino, sono un furbacchione e mi diverto a combinare guai. Cercherò di fare il bravo ma a volte non mi riesce.

Se vuole dirmi qualche cosa

Mamma ti voglio un mondo di bene, sei sempre stata con me e non mi hai fatto mancare niente, ti giro spesso intorno perché ti aiuto a radicarti, per aiutarti come posso nella mia funzione. Staremo sempre insieme, questo è il mio ruolo.

Digli che gli voglio un mondo di bene

Te ne vuole tanto anche lui.

Se sta bene fisicamente

Non rilevai nulla di particolare, mi sembrò che stesse bene, solo una strana sensazione al pancino, come se in quel punto ci fosse una cicatrice dovuta a un intervento.

Tequila

Anche Tequila è una delle gatte che vive con Gabriella

Chiedile se è felice
Disse di avere una profonda tristezza nel cuore che la assorbiva.

Se sta male
Sentii che fisicamente stava bene, percepii un po’ di appesantimento nella parte posteriore, forse dovuta all’età. Emotivamente la sentii un po’ a disagio, come se provasse una mancanza d’identità. Mi disse che il suo compito era quello di aiutare Gabriella nel suo lavoro di praticante Reiki e la sua frustrazione derivava dal fatto che lei non l’aveva capito e non le chiedeva aiuto.

Cosa vuole dirmi?

Voglio dirle di aiutarmi ad emergere nel mio ruolo di portatrice di luce.

Se rimpiange la vita che faceva prima di venire a stare con me

No, assolutamente no.

Qual’e il gatto di casa che gli sta più antipatico

Mi mostrò due gatti di piccola taglia, sembravano gattini confronto a lei, uno era rossiccio un po’ tigrato, l’altro grigio.

Gabriella mi disse in seguito che gli altri gatti che vivono con lei sono di taglia più piccola rispetto a Tequila e che lei non va d’accordo con nessuno dei gatti di casa.

Dille che le voglio bene

Disse di volergliene tanto anche lei, disse che Gabriella emana dolcezza.

Sheba

Sheba è un’altra delle gattine di Gabriella, è mancata di recente, riporto due comunicazioni fatte prima e dopo la sua morte.

1° comunicazione

Chiedile più o meno quanti anni ha

Disse di avere 12 anni circa.

Gabriella mi confermò in seguito che questa era più o meno la sua età.

Come ha vissuto prima di venire a stare con me?

Disse di essere nata da una gatta randagia tigrata in una cucciolata numerosa, la vidi in una specie di vicolo tra dei cassonetti, la vita era dura e lei era in competizione per il cibo anche coi suoi fratelli.

Crebbe lottando per la sopravvivenza e questo la rese dura e schiva, si era sempre sentita piccola e fragile, ma allo stesso tempo aveva sempre saputo di avere una forza interiore che la guidava e la proteggeva, questa forza era l’unica cosa su cui aveva sempre fatto affidamento, per questo era solitaria. Delle persone non si fidava, era stata malmenata da un gruppo di ragazzini in cerca di svago e in generale preferiva starsene tranquilla e per conto suo, in questo modo non si sentiva in pericolo.

Aveva mai avuto cuccioli?

Disse di non aver mai avuto cuccioli.

Perché non si fa coccolare né toccare?

Disse che era un atteggiamento che l’aiutava a proteggersi, che il contatto fisico la metteva a disagio, come se avesse avuto paura di ciò che non conosceva.

Come si sente fisicamente?

Disse di avere qualche doloretto alla spina dorsale, probabilmente di natura reumatica, per il resto stava abbastanza bene.

Come sta qui con me?

Disse di stare bene, di sentirsi al sicuro e padrona dei suoi spazi. In fondo l’unica cosa che voleva era poter vivere in pace.

E’ vissuta già con me in un altra vita mia o sua?

Mi mostrò un gatto grigio tipo certosino.

Se mi vuole dire qualche cosa o ha lei delle cose da chiedere.

Disse di essere molto grata a Gabriella per tutto quello che ha fatto per lei, di nutrire un profondo affetto per lei anche se non lo ha mai dimostrato, lei era il punto di riferimento più importante della sua vita.

Dille che può avere fiducia in me e che le voglio bene.

Disse di volergliene tanto anche lei.

2° comunicazione

Chiedile se è passata, se sta bene, con chi è e se ha ancora nostalgia.

Rispose di sì, la vidi galleggiare a pancia all’aria nel cielo blu, poi si è trasformata in una specie di grosso lucertolone bianco. Mi disse che si stava liberando delle sue paure e le sconfiggerà con la forza di questo animale.

L’ho vista come un angelo prima che morisse, chiedile se è un mio animale guida e se la posso chiamare in aiuto.

Disse di esserlo e che poteva chiamarla in aiuto se ne avesse avuto bisogno.

Dille che il mio unico rimpianto è di non averla mai potuta coccolare.

Rispose che le dispiaceva, la sua presenza l’aveva sempre confortata.

Può consigliarmi un modo per comunicare con lei.

Metti la testa sotto il cuscino e immaginami come il tuo angioletto bianco.

Mi vede quando le parlo?

Disse di sentirla a volte.

La chiamo angioletto bianco, capisce che alludo a lei?

Rispose di sì.

E’ già vissuta con me in un’altra vita? Se sì com’era?

Disse di sì, mi mostrò un gatto bianco con delle macchie rossicce, con un carattere molto schivo e ombroso, simile a Sheba. Mi mostrò anche una gatta nera con gli occhi tra il verde e il giallo, col pelo molto lucido, poi un gatto tutto grigio pelosetto vissuto poco.

Simbetta

Simbetta è una gatta randagia che vive sul tetto di un garage. Aveva avuto due gattini, uno era stato dato in adozione e il secondo Tigrotto era ancora con lei. Gabriella, che si occupa di loro, aveva già trovato una buona adozione per il fratello di Tigrotto e avrebbe voluto far adottare anche lui perché temeva che finisse male. Ma Simbetta non aveva intenzione di lasciarlo andare.

Mi fu chiesto di mettermi in contatto con Simbetta per cercare di convincerla a lasciare che Gabriella prendesse Tigrotto per darlo in adozione, visto che sul tetto con lei vivevano già altri gatti, figli che Simbetta aveva avuto in precedenza.

Simbetta mi disse che le sarebbe dispiaciuto perdere anche Tigrotto, che aveva già sofferto molto per la separazione dall’altro cucciolo.

Gabriella decise di lasciare Tigrotto con Simbetta, a patto che ci stesse attenta e se ne prendesse buona cura, per impedire che cadesse dal tetto. Mi chiese di comunicarglielo…

Simbetta da quel momento si prese molta cura di Tigrotto, che ora è cresciuto, è indipendente e sta bene.

Billi e Uran – una storia di reincarnazione

Billi era già morto da qualche anno quando Gabriella mi chiese di mettermi in contatto con lui per sapere come stava e dov’era e per chiedergli scusa per l’eutanasia. Gabriella aveva avuto un rapporto particolarmente profondo con Billi e le mancava molto.

Billi raccontò di essersi reincarnato in diverse forme e di aver incontrato alcuni gatti che aveva già conosciuto in vita, disse inoltre che si sarebbe reincarnato per tornare da lei, perché avevano del lavoro da fare insieme. Mi mostrò alcuni dettagli che riflettevano le circostanze del suo ritorno, mi disse che sarebbe tornato da lei come cucciolo, non sapeva ancora se maschio o femmina, e che sarebbe stato di colore scuro con le zampine tigrate, ciò che vidi mi fece pensare che sarebbe tornato a primavera.

Billi è tornato la primavera scorsa nelle vesti di Uran, una gattina nera con lo sguardo identico a lui, figlia di Simbetta. Gabriella adottò Uran perché dove viveva non era al sicuro. In seguito comprese che Uran era la reincarnazione di Billi, il suo sguardo era identico a quello di Uran.

Ora sono nuovamente insieme!!

 

 

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